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	<title>Commenti a: Il ritorno al futuro del vinile</title>
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		<title>Di: Analoguesound</title>
		<link>http://onrepeat.wordpress.com/2008/09/25/il-ritorno-al-futuro-del-vinile/#comment-1891</link>
		<dc:creator>Analoguesound</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 23:38:43 +0000</pubDate>
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		<description>Se la registrazione, il missaggio e il mastering sono fatti in digitale, stampare su vinile equivale a riscaldare una minestrina surgelata. Feticcio allo stato puro. Oggi la maggiorparte dei processi vengono fatti in digitale, a parte qualche raro caso di gruppi che si sono fatti affascinare dalla registrazione su nastro. Ovviamente dopo, si passa tutto su protools per il missaggio e lì tutto perde la sua magia. Quindi non so se valga la pena farsi rubare letteralmente i soldi comprando un long playing da digital remastering che suona senza dubbio peggio della sua versione in cd che costa la metà. Del resto comprare un qualsiasi disco registrato oggi non so se possa essere un grande affare, ontologicamente parlando, visto che di solito i musicisti si e no si suonano il 20% del disco, il resto è tutto copia incolla e ritocchini digitali, voci stonate che diventano canti di usignoli con la mera imposizione di un plugin scaricato da emule e via dicendo.. io da tecnico del suono full analog infatti dischi non ne compro più, dopo aver visto come si lavora in uno studio di registrazione professionale. Mi sono buttato sull&#039;ascolto/studio di tutto ciò che viene prima dell&#039;83 circa andando sul sicuro, specie se i dischi stanno messi bene. Tanto da quando è nato il digitale l&#039;arte, in particolare la musica, è arrivata al capolinea. Esistono anche casi estremamente rari, piuttosto unici, di dischi realizzati in full analog, tipo &quot;Ys&quot; di Joanna Newsom, che non è proprio musica per tutti però, almeno, è sincero. Per me è addirittura un metro di giudizio. Ci vuole un po&#039; di tempo perchè la gente cominci a capire il senso di fare e di ascoltare la vera musica. Appena il tempo che il mercato del consumismo globale si saturi, e che la gente cominci a pensare con la propria testa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se la registrazione, il missaggio e il mastering sono fatti in digitale, stampare su vinile equivale a riscaldare una minestrina surgelata. Feticcio allo stato puro. Oggi la maggiorparte dei processi vengono fatti in digitale, a parte qualche raro caso di gruppi che si sono fatti affascinare dalla registrazione su nastro. Ovviamente dopo, si passa tutto su protools per il missaggio e lì tutto perde la sua magia. Quindi non so se valga la pena farsi rubare letteralmente i soldi comprando un long playing da digital remastering che suona senza dubbio peggio della sua versione in cd che costa la metà. Del resto comprare un qualsiasi disco registrato oggi non so se possa essere un grande affare, ontologicamente parlando, visto che di solito i musicisti si e no si suonano il 20% del disco, il resto è tutto copia incolla e ritocchini digitali, voci stonate che diventano canti di usignoli con la mera imposizione di un plugin scaricato da emule e via dicendo.. io da tecnico del suono full analog infatti dischi non ne compro più, dopo aver visto come si lavora in uno studio di registrazione professionale. Mi sono buttato sull&#8217;ascolto/studio di tutto ciò che viene prima dell&#8217;83 circa andando sul sicuro, specie se i dischi stanno messi bene. Tanto da quando è nato il digitale l&#8217;arte, in particolare la musica, è arrivata al capolinea. Esistono anche casi estremamente rari, piuttosto unici, di dischi realizzati in full analog, tipo &#8220;Ys&#8221; di Joanna Newsom, che non è proprio musica per tutti però, almeno, è sincero. Per me è addirittura un metro di giudizio. Ci vuole un po&#8217; di tempo perchè la gente cominci a capire il senso di fare e di ascoltare la vera musica. Appena il tempo che il mercato del consumismo globale si saturi, e che la gente cominci a pensare con la propria testa.</p>
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		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://onrepeat.wordpress.com/2008/09/25/il-ritorno-al-futuro-del-vinile/#comment-1747</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 14:09:46 +0000</pubDate>
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		<description>Ben convertito!!! Oltre ai vinili dei miei tempi adolescenziali, ultimi acquisti in vinile The Cure 2004, Odawas e Arcade Fire ... è sempre un piacere poggiare la puntina e, soprattutto, avere in mano un oggetto artistico.
ps- quando ti arriva il tutto prova a confrontare suono del vinile con quello del cd</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ben convertito!!! Oltre ai vinili dei miei tempi adolescenziali, ultimi acquisti in vinile The Cure 2004, Odawas e Arcade Fire &#8230; è sempre un piacere poggiare la puntina e, soprattutto, avere in mano un oggetto artistico.<br />
ps- quando ti arriva il tutto prova a confrontare suono del vinile con quello del cd</p>
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		<title>Di: tostoini</title>
		<link>http://onrepeat.wordpress.com/2008/09/25/il-ritorno-al-futuro-del-vinile/#comment-1745</link>
		<dc:creator>tostoini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 12:54:54 +0000</pubDate>
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		<description>Io di vinili da bei tempi andati non ne ho, se non ereditati dalla famiglia, mentre invece di contemporanei ne ho diversi, sarà che ho la fortuna di avere un giradischi funzionante in giro per casa..e sono stati scelti proprio in quanto &lt;i&gt;interessanti&lt;/i&gt;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io di vinili da bei tempi andati non ne ho, se non ereditati dalla famiglia, mentre invece di contemporanei ne ho diversi, sarà che ho la fortuna di avere un giradischi funzionante in giro per casa..e sono stati scelti proprio in quanto <i>interessanti</i>.</p>
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