Il piano di Sechi per Arezzo Wave

Posto il pezzo sulla finale di Arezzo wave uscito oggi sul giornale. Qui altri pezzi sulla manifestazione e una intervista.

L’andamento della finale di Arezzo Wave, a pensarci bene, è stato insolito e come minimo “vario”. Si è cominciato con una band trash metal (Egomass), poi una hardcore punk (Antistress): dunque rock “duro”. Poi una pausa intensa, lacerata e sofferta come la performance per piano di Giovanni Andrea Sechi, che segnava uno stacco netto, forse la cosa più distante che si potesse sentire in quel momento. Infine si è cambiato ancora: si è ballato con una band hard funk (M.I.L.F.) ed una electro assai talentuosa (Fagundu). Alla fine ha vinto l’artista che stava al centro, Giovanni Sechi. Anche sul palco, fisicamente, dietro la tastiera a rielaborare poesie di Pasolini o canti funebri del salento, da solo o accompagnato dalla voce recitante di Francesca Falchi. Portando avanti un discorso musicale difficile e certamente penalizzato dal contesto del Transilvania – ci voleva silenzio, ci voleva un ambiente più raccolto e composto – ma che è risaltato per intensità, emotività e spessore. Appena diciannove anni ma una padronanza di tecnica pianistica e vocale che lascia di stucco – senza considerare poi quello che è il suo bagaglio culturale, in grado di muoversi tra musica concreta, Luciano Berio, Marco Parente, Diamanda Galas e Xiu Xiu. Tra l’espressionismo di Una disperata vitalità, dominata dal ritmo incessante di una batteria elettronica, e l’intimismo doloroso della canzone conclusiva. Stavolta la Sardegna ha scelto di presentarsi a Firenze in luglio (dove si svolgerà la ventunesima edizione di Arezzo Wave, la prima a nome Italia Wave) con un musicista diverso, che può parlare indifferentemente il linguaggio della classica contemporanea, dell’avanguardia e del cantautorato più al limite. Una differenza davvero radicale rispetto ad esempio al metal dei vincitori dell’anno scorso, i Morphia Drops. Sechi ha vinto strappando la vittoria ai cagliaritani Fagundu che erano l’altra band su cui c’era maggiore consenso. Impeccabile sul piano del suono la performance della band, con la centrale New Entry (drum’n’bass e psichedelia) e un terzo brano notevole nel lavorare su cassa dritta, percussioni ed echi: non ce l’hanno fatta davvero per un soffio. I Milf, da Carbonia, hanno dimostrato sul palco di saperci fare. Big Black Riot aveva un groove fortissimo e la voce del frontman ricordava nientemeno quella di James Chance. Un brano tirato e isterico che però si perde in lunghe parentesi jammate, in assoli di chitarra e diluisce il potenziale di un brano che, compresso, sarebbe stato più efficace. Gli Egomass di Sassari e gli Antistress di Olbia “pagano” invece il fatto di muoversi nell’ambito di generi che risultano chiusi nei codici di appartenenza. Si è deciso di premiare in genere la contaminazione, la trasversalità, la capacità di andare al di là di generi troppo codificati. Alla fine comunque c’è grande orgoglio tra gli organizzatori di Arezzo Wave, che ha dimostrato di essere il concorso musicale più vivace e vario su suolo sardo. Per l’anno prossimo i due responsabili, Martino Zedda e Moreno Arca, pensano a delle novità, e forse potrebbe nascere un “love festival” di qualche giorno con concorsi per musicisti, ma anche per fumettisti e cabarettisti.

[Andrea Tramonte, pubblicato oggi 19/03/2007 su Il Sardegna]

2 Risposte to “Il piano di Sechi per Arezzo Wave”

  1. Nakko Says:

    Grazie per i complimenti,
    mi sento sinceramente in disaccordo sulle valutazioni della giuria,
    e dalle tue personali su bb-riot (meno contorsion & + pinkfloyd)
    l’acustica del locale è stata simile ad un uncubo
    buona scrittura
    Nakko

  2. onrepeat Says:

    ciao nakko. diciamo che questa è la mia idea. cioé, del brano mi sono piaciuti i primi tre minuti. ma è ovvio che se citi i pink floyd la scelta di “dilatare” è piuttosto consapevole (ed è pure evidente che io ho citato james chance solo per il modo di cantare, non certo per la musica dei contortions)
    sull’acustica, credo di doverti dare ragione. ma ha penalizzato tutti quanti, non solo i milf.
    grazie di essere passato, alla prossima!

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