Per la serie, “ma io lo so chi é Mark Lanegan!”

lanegan.jpgSto ascolticchiando un disco, si intitola It’s Not How Far You Fall, It’s The Way You Land ed è dei Soulsavers, un duo inglese – mi dicono dalla regia – elettronico, per la precisione un duo trip hop post litteram. Lo sto ascoltando perché ci canta Mark Lanegan. Leggo nella scheda di presentazione del disco che addirittura sarebbe “musica con la quale Rich Machin – braccio e mente del progetto – può a buon diritto citare le sue influenze di autori americani come William Faulkner o Cormac McCarthy” (vi prego, lasciatemi stare Faulkner e McCarthy, ve ne prego).
Però non vorrei sembrarvi troppo acido. Non ho nulla contro i Soulsavers, per carità. Nemmeno nulla contro questo disco. Nemmeno, figuriamoci, contro Mark Lanegan, che è approssimativamente uno dei miei miti musicali viventi – uno che intitola un disco “whiskey per lo spirito santo” e che era amico di Jeffrey Lee Pierce e che canta con quella voce incredibile e che ha duettato con Layne Staley non può che essere un mio mito musicale.
Detto questo, arrivo al punto: è che mi sono stancato di sentire Mark Lanegan dappertutto, fuorché dove dovrei sentirlo: in un nuovo disco di Mark Lanegan.
Lo abbiamo sentito l’anno scorso nel disco condiviso con Isobel Campbell, dove si faceva la parodia del country in nero, del suono del deserto, del folk scheletrico, del gotico americano con una ragazza che ha intitolato un disco Amorino. Lo abbiamo sentito ovviamente nel nuovo ep dei Twilight Singers, uscito in questi mesi. Lo sto ascoltando proprio adesso invocare Gesù nel disco dei Soulsavers. Lo sentiremo – e ci mancherebbe altro – cantare nel prossimo disco dei Queens of the Stone Age.
Rossano Lo Mele ha scritto su Rumore una cosa che mi ha fatto molto ridere. Cito male a memoria: se lo invitate a casa probabilmente canterà anche con vostro cognato. Poi Lo Mele magnificava il disco, che a me ha lasciato un po’ indifferente. Nonostante la voce di Mark Lanegan, nonostante le supposte influenze di Faulkner e McCarthy (ma ripeto: vi prego, lasciatemeli stare). La cosa migliore è una cover calligrafica di una canzone di Lanegan, Kingdom of Rain. Il resto puzza di maniera.
Lo so che Mark non leggerà mai queste parole, ma gli chiedo con umiltà di smetterla di sputtanare la sua voce. Davvero cribbio!

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