Il mio libro è come un rock. Julian Cope, Lester Bangs, Paul Morley, Please Kill me…

Nella prossima puntata di On Repeat – oltre ad avere un ospite di cui vi dirò più avanti, quando ci sarà la conferma – parleremo anche di alcuni libri “rock” meritevoli di essere letti. Ne approfitto per postare due articoli: uno uscito l’anno scorso negli E Polis che esistevano allora, l’altro invece pubblicato su Novamagazine.

Diciamo la verità: sono ben pochi i libri rock pubblicati in Italia in grado di andare oltre la semplice divulgazione o la mera didascalia. Di recente va citato il geniale Metapop di Paul Morley, ma poco altro: si privilegiano le biografie senz’anima, gli istant book, i dizionarietti scialbi. Però negli ultimi mesi qualcosa si è messo, con la traduzione di alcuni libri che per un motivo o un altro sono da considerare imperdibili. In primis il leggendario Krautorocksampler di Julian Cope, uscito in Inghilterra dieci anni fa svelando ad un pubblico distratto e a una critica atrofizzata un patrimonio musicale che aveva conosciuto breve fiammata agli inizi dei Settanta, ma che poi venne dimenticato da (quasi) tutti: il rock sperimentale tedesco, il krautrock, chiamato così oltremanica con un po’ di sottile razzismo. Il libro è uscito grazie a Lain ed è possibile apprezzare la statura leggendaria non solo del libro, ma anche della stagione di cui parla. Che, è bene ricordare, nasce in un periodo sommerso da un numero imprecisato di “schifezze prog” come, parole sue, “le seghe a vuoto di EL&P, la spiritualità fonata degli Yes e i mantra da salotto di The Dark Side of the Moon”. Al contrario quello che accadeva in terra allemanda era molto, molto diverso, e ben più eccitante: “il Krautrock è una specie di odissea gnostica a base di sballo pagano, Lsd e esplora-il-dio-che-hai-dentro-liberando-il-mostro-che-hai-dentro. Un cazzuto rock cosmico trascendentale da poeti-druidi visionari in anfetamina e suuuuper-fuori-di-testa!”. Sintetizzando, un mix urgente e irripetibile (declinato in modi diversi) di psichedelia ombrosa e/o cosmica, elettronica e rock deviato alla Velvet Underground, pre-punk alla Stooges e sperimentazione contemporanea del maestro Stockhausen. Citando alla rinfusa alcuni nomi di kosmiche musik: Can, Faust, Neu!, Tangerine Dream, Amon Dull, Cluster, e primi Kraftwerk… Il libro di Cope è opera di un fan devoto ed entusiasta, un trattatello con annessa discografia essenziale al seguito (50 dischi!) dove l’autore dimostra di possedere una penna scintillante ed un amore sconfinato, che magari cede qualcosa rispetto ad un approccio “critico” più rigoroso. Ma in realtà la sua è vera e propria Letteratura Rock, scritta con la passione bruciante del fan e con una penna inventiva e geniale, brulicante di ammicchi, neologismi, giudizi sferzanti e umorali che ricordano un altro scrittore rock dalla statura epica come Lester Bangs, il critico americano più mitizzato di tutti i tempi. Al proposito, la Minimum Fax ha mandato in libreria una seconda silloge di suoi articoli, Deliri, desideri e distorsioni, un ampio compendio della multiforme creatività di un personaggio che a 21 anni già stroncava gli Mc5 (per poi ricredersi) e che nell’82 moriva a soli 34 anni per un cocktail di Darvum e Valium, come una qualsiasi rockstar dannata. La lettura di Bangs è impagabile per chiunque ami la musica, perché scrive con incontenibile libertà e spudoratezza, e all’occorrenza demolisce anche i mostri sacri che egli stesso amava, come Miles Davis, i Rolling Stones o Lou Reed. Di Bob Dylan scrive che è bugiardo e spocchioso, parla delle “smancerie melodrammatiche e vacue teatralità” del Boss: cioè mostra la bellezza di scrivere di musica mettendo in gioco idiosincrasie, odi insensati e amori brucianti, invettive sapide e sfregi, sempre però con un armamentario critico profondo e rigoroso ed una scrittura esuberante e brulicante, animata da uno spirito caustico, irriverente e carico di un’insolenza tipicamente americana. Infine è uscito per Baldini & Castoldi un altro tomo imperdibile: Please Kill Me di Legs Mc Neil e Gillian McCain, un libro definitivo sul punk basato su centinaia di interviste ai personaggi che il punk lo hanno animato e vissuto: da Richard Hell a Malcolm McLaren.
Andrea Tramonte, pubblicato il 27/04/2006 nei quotidiani E Polis

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