Uno “sdolcinatissimo” pop. I Le Man Avec Les Lunettes in tournée in Sardegna

lmall.jpgI Le Man Avec Les Lunettes non sono tipi che ti immagini agitati da passioni violente, da idiosincrasie accese, da forti contrasti. Sono quello che si suol definire un gruppo twee-pop. Twee sta per sdolcinato e stucchevole, quindi ha un significato negativo, ma nel mondo dell’indiepop è diventata una attitudine positiva che indica quel sound che gioca con il pop attraverso pezzi garbati, intimi, dolci e gentili. Carini, se non fosse che non renderebbe giustizia al duo bresciano (Alessandro Paderno e Fabio Benni) che alla fine ha tirato fuori un album davvero molto interessante, intitolato solo con un punto interrogativo. Per verificarne la consistenza dal vivo non bisogna perdersi le tre date della minitournée in Sardegna, che parte il 27 aprile a Nuoro al Trittico Ironico, il 28 allo Sleepwalkers a Guspini e il 29 a Cagliari (location ancora da decidere). I Le Man Avec Les Lunettes sono quella che si può chiamare una “sensazione”. Si tratta di un duo che girava già da un po’ attraverso la loro piccola etichetta My Honey, tra ep, dischi autoprodotti, split, cd-r, cassette, cose a tiratura limitata che già avevano cominciato a rivelarne il talento e a far rizzare le orecchie ai centri deputati alla lievitazione dell’hype in Italia (alcuni blog, alcune webzine). Finché non è arrivato il primo album alla lunga distanza, pubblicato peraltro da una etichetta sarda come la Zahr Records di Luca Zoccheddu. Un colpo azzeccato, considerando che questo mese Rumore ha dedicato loro un articolo a tutta pagina nella sezione Facce nuove, che la webzine Rockit li ha segnalati come album italiano del mese nell’ambito di un progetto di cooperazione con webzine di altri paesi europei (ogni mese si segnala un disco importante e rappresentativo del “rock” indipendente nostrano), dopo autentici gioielli come il nuovo Giardini di Mirò e Lemming dei Ronin. Ecco dunque la nozione di sensazione. Un disco di cui si parla, che piace, che non diventerà mai un best seller ma che circola con intensità nei luoghi deputati alla creazione del consenso musicale indipendente in Italia. E poi la sostanza. Si tratta di una produzione musicale che si può sintetizzare con pochi riferimenti precisi: occhiali con montatura spessa, “cameretta”, “nerd”, indiepop, umiltà, artigianato, basso profilo. Pop zuccherino e fosforescente in grado di parlare i molteplici linguaggi del pop, dalle marcette alla Lennon-McCartney alle evanescenze psichedeliche e alle stramberie di Flaming Lips e Mercury Rev, e poi i dialoghi tra colori e malinconia di Belle and Sebastian, Beach Boys.
Pubblicato oggi ne Il Sardegna E Polis

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