On Repeat: I migliori 50 dischi degli anni novanta

01 Slint, Spiderland
02 Neutral Milk Hotel, An Aeroplane Over the Sea
03 Nick Cave & the Bad Seeds, The Boatman’s Call
04 Black Heart Procession, Two
05 Bonnie Prince Billy, I See a Darkness
06 Tortoise, Tortoise
07 Mercury Rev, Desert’s Song
08 Sixteen Horsepower, Low Estate
09 Nine Inch Nails, Fragile
10 Yo la Tengo, I Can Hear the Heart Beating as One
11 Olivia Tremor Control, Black Foliage
12 Jesus Lizard, Goat
13 Eels, Beautiful Freak
14 Stereolab, Mars Audiac Quintet
15 Smog, Red Apple Falls
16 PJ Harvey, Rid of Me
17 Elliott Smith, Either/Or
18 Spiritualized, Ladies and Gentlemen We Are Floating in the Space
19 Mark Lanegan, Whiskey for the Holy Ghost
20 Beck, Odelay
21 John Fahey, Red Cross
22 Gastr del Sol, Upgrade & Afterlife
23 Pavement, Crooked Rain, Crooked Rain
24 Wilco, Being There
25 Jeff Buckley, Grace
26 Flaming Lips, In a Priest Driven Ambulance
27 Sonic Youth, Goo
28 Scott Walker, Tilt
29 Radiohead, Ok Computer
30 Tom Waits, Mule Variations
31 Cat Power, Moon Pix
32 Jim O’ Rourke, Eureka
33 Storm & Stress, Storm & Stress
34 Pixies, Bossanova
35 Palace Brothers, Viva Last Blues
36 Don Caballero, 2
37 Cul de Sac/ John Fahey, The Epiphany of Glenn Jones
38 Blonde Redhead, La mia vita violenta
39 Low, Secret Name
40 Ween, Pure Guava
41 Modest Mouse, Lonesome Crowded West
42 Rem, Automatic for the People
43 Melvins, Houdini
44 Built to Spill, Perfect from now On
45 Aphex Twins, Richard D James Album
46 Goodspeed You Black Emperor, F A (infinity)
47 Daniel Johnston, Fun
48 Frank Black, Teenager of the Year
49 June of 44, Engine Takes to the Water
50 Mouse on Mars, Niun Niggung

Fuori classifica…
Alice in Chains, Umplugged in New York
Nirvana, Umplugged in New York
Tool, Aenima
Pearl Jam, Vitalogy
Daft Punk, Homeworks

E i vostri dischi?

Avvertenza: si tratta di una classifica solo internazionale e non è una classifica sui dischi oggettivamente migliori e più importanti degli anni novanta, ma sui dischi che hanno formato maggiormente i miei gusti e che sono alla base dei miei ascolti attuali… Nella classifica c’è molto indie rock e indie pop americano (con cose anche Americane), post rock e zone limitrofe e poi personaggi giganti (Nick Cave, Tom Waits, Scott Walker). I dischi fuori classifica sono ugualmente importanti… (La classifica non è calcolata scientificamente, anzi, primi cinque posti a parte mi sembra che sia andata un po’ a casaccio…)

6 Risposte to “On Repeat: I migliori 50 dischi degli anni novanta”

  1. 'na Says:

    oddio..sono entrata in crisi per quella a metà del 2007, figurati per questa, eheh…
    Però, piccole considerazioni personali così alla prima occhiata:
    – il secondo posto ai Neutral Milk Hotel! io non so perché non riesco a digerirli, o li provo ad ascoltare sempre nel momento sbagliato oppure…boh.ogni tanto ci riprovo a “riappacificarmi”, niente da fare
    – Su Spiderland nulla da dire, come si potrebbe in effetti🙂
    – un posticino a Letting off the Happiness io l’avrei fatto, eheh
    – Aenima dei Tool rientra assolutamente in classifica!
    – anche Ten dei Pearl Jam

    ps da ricollegare ai dischi del 2007 : colpita e affondata dai Bachi da Pietra. Fantastici🙂

  2. onrepeat Says:

    bright eyes figurerebbe sicuramente in una mia charts degli anni zero…
    più che ten, sicuramente segnalerei vitalogy che è secondo me il migliore disco dei pearl jam. anche se io sono dello stesso parere di un critico, eddy cilia: i pearl jam sono una buona band che non ha mai partorito un capolavoro. e purtroppo da binaural in poi non hanno fatto altro che ripetersi senza mai cambiare…
    c’è stato un periodo in cui i tool sono stati una delle mie band preferite… mentre l’evento fondativo dei miei ascolti “rock” è stato l’umplugged degli alice in chains e successivamente quello dei nirvana… per questo sono fuori classifica: perché probabilmente se li ascoltassi ora per la prima volta non mi piacerebbero, però allora sono stati fondamentali!
    ps sono molto contento per i bachi da pietra!

  3. Davide Says:

    uh 50!?!?! quanto ci hai messo a buttarla giù questa lista? anzi no, correggo: quanto ci hai messo a rileggerla, a cambiare le posizioni, a inserire qualcosa di fondamentale che avevi dimenticato, e poi a rileggerla, e ri-cambiare le posizioni…?!
    comunque io personalmente avrei sicuramente dato più spazio a cose più mainstream… la mia consapevolezza indie (???) a quel tempo era ancora in via di formazione! e allora parliamo anche di Parklife, di Moon Safari, del Blue Album, di Mezzanine, di Debut, di Mellon Collie and the Infinite Sadness… e poi come omettere If You’re Feeling Sinister e il meraviglioso Music Has The Right To Children.
    in realtà però approvo assolutamente l’altissima posizione dei Neutral Milk Hotel

    ps da ricollegare ai dischi del 2007 – grazie Andrea per avermi fatto scoprire i Battles! all’inizio riuscivo a fare solo una smorfia di disapprovazione (“omaccheppallestomathrock”) ora sono una droga

  4. onrepeat Says:

    molto meno di quanto si pensi. anche perché una classifica di 50 dischi NON ha pretese di scientificità. nel senso che: non sono mica sicuro che Eureka di Jim O’Rourke mi piaccia di più di Bossanova dei Pixies… Ma tant’è!
    la mia consapevolezza indie si è formata alla fine dei 90, quindi prima ci sono state cose che indie non erano proprio. “alternative”, più che altro. il grunge appunto, i tool, i nine inch nails soprattutto. poi per fortuna si è aperta una breccia con l’ascolto di alcuni album fondamentali: Closer dei Joy Division, Modern Dance dei Pere Ubu, Tago Mago dei Can, Two dei Black Heart Procession, Spiderland degli Slint. E si sono aperte un sacco di porte…
    Questa lista è un po’ un manifesto di quello che ascolto ora, non di quello che ho ascoltato di più negli anni novanta, altrimenti avrei dovuto mettere anche l’italodance più bieca e perfino i Pantera!
    e ho anche dimenticato delle cose che dovrò poi aggiungere in qualche modo (Johnny Cash, Boredoms, Bjork appunto e altre cose varie…). ma ad esempio il pop inglese anni novanta per me praticamente non esiste, e te lo dice uno che comunque stima abbastanza damon albarn da apprezzare sia i gorillaz che i the good the bad & the queen… prova a contare quante cose inglesi ci sono in classifica…
    p.s. per i battles mi è successa un po’ la stessa cosa, quando li ho ascoltati le prime volte…

  5. Mexicat Says:

    come mai l’omonimo dei tortoise e non millions now living? gran bella lista comunque, adesso mi procuro il poco che mi manca

    p.s. mancano i red house painters!

  6. onrepeat Says:

    beh, sono legato molto più all’omonimo. credo anche che sia molto più bello, ma è un giudizio personale…😉
    i red house painters… non li ascolto da una vita!

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