Maximo Park, Our Earthly Pleasure

Alla fine i nodi vengono al pettine. In questo caso i nodi sono i secondi album delle band inglesi di ultima generazione. Quelle nate nell’ambito di una riscoperta generale del post-punk che poi hanno rivelato la loro natura britpop di quarta mano. Si pensi solo allo sciapo secondo disco dei Bloc Party, che pure avevano esordito bene nemmeno due anni fa. Invece i Maximo Park, da Newcastle, dimostrano una solidità vera. Ben altra consistenza, e questo lo si capisce nonostante il seguito dello splendido A Certain Trigger di un paio di anni fa non sia esattamente allo stesso livello – quel livello per cui Paul Smith, leader intellettualoide della band, poteva ben dire (non senza un po’ di presunzione) che il loro era uno dei migliori album pop degli ultimi anni.
Our Earthly Pleasures conferma però che ci sono qualità, personalità, identità e soprattutto un futuro a cui guardare con qualche certezza. Che c’è una visione musicale loro (piccole schegge art-pop capaci di stare tra Smiths, Gang of Four e Talking Heads) e la volontà di evitare di accordarsi al gusto medio inglese del periodo, suonando però invariabilmente brit. Fin dal singolo d’esordio Our Velocity, rintocchi geometrici di synth che fanno molto tecnopop su di una ritmica nervosa con chitarre abrasive – un pezzo trascinante e vorticoso che conferma la capacità della band di incanalare riferimenti post-punk in forme seducenti. Ma è Book From Boxes il vero capolavoro del disco, con gli intrecci di chitarra jingle jangle ed una malinconia calda che lambisce e conforta, con un ritornello davvero splendido. Mentre pezzi come Karaoke Plays, Russian Literature e A Fortnight’s Time andranno a far breccia sui più emo-tivi – piccoli inni giovanili(sti) e istantanee generazionali che rievocano di necessità quello struggimento che prende nell’adolescenza. Sul finale il disco mostra minore convinzione e conosce momenti di cedimento – alcune canzoni hanno spunti interessanti ma risultano un po’ irrisolte, come Nosebleed e By The Monument. Ma è il risultato complessivo a confortare. Sapere che in Inghilterra ci sono band intelligentemente pop con una caratura vera al di là dei meccanismi dell’hype e del sensazionalismo alla NME. I Maximo Park lo hanno dimostrato. 7
(Pubblicato anche qui)

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