Le label (rock) sarde in evoluzione

Pubblico questo pezzullo uscito oggi sul giornale, in cui si parla del fermento che c’è in questo periodo in Sardegna in ambito “rock”, a partire soprattutto dalla Here I Stay ma esaltando in genere il ruolo delle label, di cui quasi mai si parla.

Here I Stay, Zahr, Desvelos, Transponsonic. Questi nomi dicono qualcosa? Si tratta di quattro etichette discografiche sarde impegnate in ambiti musicali più o meno rock. Scovano artisti, danno loro supporto e forma discografica e si muovono (con difficoltà) per far crescere una scena che in Sardegna spesso non viene tenuta in grande considerazione. Eppure il rock in questi mesi sta producendo cose nuove. C’è fermento, agitazione. In un contesto del genere le label si segnalano per un lavoro fondamentale, perché filtrano, organizzano e provano ad esportare anche fuori dall’Isola, con crescente successo. Al momento è la Here I Stay la label che sta licenziando il maggior numero di lavori di band e artisti nuovi, come June, Golfclvb, Vanvera. È una label che ha dato forma ad una attitudine indie legata alle sonorità più attuali: rilettura post-punk, cantautorato ombroso, noise, indiepop. Forse l’etichetta simbolo di questa vitalità. “Il fermento alla fine doveva emergere, perché dopo anni di silenzio le band stanno uscendo fuori tutte insieme – spiega Mattia Mulas della HIS. C’erano tantissime band valide e molti progetti importanti. Se dai loro un piccolo appoggio, la creatività salta fuori”. E infatti la HIS è un’etichetta che “fa scena”, con un seguito radicato e costante, con i membri delle band che partecipano ad altri progetti, collaborano, suonano insieme con grande mobilità. L’HIS da due anni poi promuove un festival di tre giorni allo Sleepwalkers di Guspini, e sta lavorando per renderlo un festival internazionale che dia visibilità alle band sarde (tante) che ci suonano, insieme ad ospiti nazionali e stranieri. In collaborazione anche con altre label, come ad esempio la Zahr records. L’etichetta di Luca Zoccheddu ha una storia meno legata alla Sardegna. Certo in catalogo c’è una band post-rock di culto come gli Osram, ma la Zahr si è creata rapporti e credibilità che vanno al di là dell’Isola. “Anche io vedo questo fermento, che tra l’altro non c’è nel resto d’Italia. La cosa positiva è proprio la presenza di etichette che lavorano con passione, collaborando con le altre senza invidie ogni volta che è possibile e che cercano di portare fuori il proprio lavoro”, spiega Zoccheddu. La label si muove tra alt-country, indie pop e post-rock, e quest’anno ha pubblicato il disco di una delle più celebrate band indie italiane, i Le Man Avec Les Lunettes. Ma c’è anche la Desvelos di Giuseppe Pionca, nata originariamente per pubblicare due storiche band cagliaritane, gli Antennah e i (P)neumatica e che presto si è creata solidi rapporti nazionali e internazionali. A breve uscirà anche il primo disco dei Primochef del Cosmo, una band sassarese prodotta da Giovanni Ferrario. Ma ci sono anche etichette più defilate, come la Transponsonic, collettivo nato nel 1999 a Macomer per iniziativa di Mirko Santoru con un catalogo di oltre trenta titoli, che si muovono tra improvvisazione e sperimentazione, con puntate nel free-jazz, nell’elettronica, nel folk apocalittico, nell’industrial, con performance teatrali dove i protagonisti indossano maschere e parrucche. Pubblicato oggi ne Il Sardegna

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