Damo Suzuki, un rocker teuto(nippo)nico

A vederlo Damo Suzuki sembra una specie di reduce hippie con gli occhi a mandorla. Un giapponese piccoletto con i capelli lunghi grigi, affabile e curioso. Eppure è una leggenda vivente. Un artista che è passato alla storia del rock come il cantante – o meglio: come il non-cantante – di una delle band più importanti della stagione del krautrock tedesco anni settanta (quindi una delle migliori band di tutti i tempi tout-court): i Can. Basta vederlo quando sale sul palco. Si trasfigura, esplode. Per un’ora circa rimane nella sua postura sghemba, spesso retto in punta di piedi, quasi appeso al microfono a improvvisare con la voce su un canovaccio che cambia sempre, a seconda dei musicisti che suonano con lui, dell’atmosfera della serata, della location. Damo è stato qui in Sardegna agli inizi di settembre in occasione dell’Here I Stay Festival, allo Sleepwalkers di Guspini. La sua performance fu una specie di tour de force sonoro, un’ora quasi ininterrotta di improvvisazione radicale, accompagnato da alcuni ottimi musicisti: i sardi Fabio Cerina e Andrea Siddu dei Plasma Expander, Mattia Coletti, Simon Balestrazzi. Il suo “network”: dovunque vada a suonare, in qualunque parte del mondo, Damo suona sempre con musicisti “del luogo”, che lo accompagnano nelle sue improvvisazioni furibonde, assecondandone l’umore, le lune, il mood. Ora Damo torna nuovamente in Sardegna, il 22 novembre a Macomer, a su Cantareddu in occasione della Trasponsonic fest. La Trasponsonic è una etichetta collettivo radicale, una piccola realtà di cui si parla poco ma che ha dato finora alle stampe una trentina di cd che si muovono su territori musicali divisi tra improvvisazione, elettronica, industrial, free jazz e folk apocalittico. Durante il fest suonerà una nuova band del collettivo, Hermetic Brotherhood of Lux-Or, mentre Damo salirà sul palco insieme ai Bron Y Aur. Durante il piccolo festival suoneranno anche altre due band: i Plasma Expander e i Fuzz Orchestra. I primi sono una band all’esordio l’anno scorso con una collaborazione tra l’etichetta sarda Here I Stay e la Wallace, una delle migliori label italiane. La band si muove tra noise, avant-blues, improvvisazione e impatto decisamente rock ed è una delle realtà musicali più interessanti in Sardegna. I Fuzz Orchestra invece sono un progetto nuovo di tre quarti dei membri dei Bron Y Aur, storica band del rock sperimentale italiano in cui milita anche Cerina dei Plasma. Il nuovo progetto ha fruttato un primo cd, uscito quest’anno su Wallace/Bar la Muerte, che ha sorpreso per la sua materia sonora potente e politica, un mix di rock compresso, deragliamenti rumoristi, campionamenti di voci della Resistenza e del fascismo. I Plasma e i Fuzz tra l’altro saranno impegnati in una mini tournée: mercoledì 21 al Mikroclub a Cagliari, il 22 a Macomer e il 23 allo Sleepwalkers di Guspini. Tornando a Damo, un aspetto curioso legato al suo essere musicista è che la cosa più importante per lui pare non essere la musica in sé, ma il contatto con il pubblico, quasi che si nutrisse dell’energia che viene dalla gente che lo ascolta da sotto il palco. Che in genere si lascia andare all’esperienza sonora con lui, una cosa davvero unica. Pubblicato oggi ne Il Sardegna

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