Ascolti disarmati: Fiery Furnaces

ff2l.jpgQuando ascolto i Fiery Furnaces penso sempre a tre cose. A come io in questo periodo sia facile allo sbadiglio e al disamore, a come i Fiery Furnaces a conti fatti siano – nonostante lo sbadiglio e il disamore sempre dietro l’angolo – una delle migliori band degli anni zero, di sicuro una delle mie preferite, e a come in definitiva viva il mio rapporto con loro in una continua oscillazione di odio/amore, con la bilancia che pende però inevitabilmente verso il secondo polo sentimentale. Qualche volta mi stanno anticipatici, ma tengono sempre botta. Ogni disco è una sbobba interminabile e prolissa, ma piena di una creatività che altrove non c’è. Widow City l’ho ascoltato molto e sottovalutato, ma è un grande disco. Continuo a preferire Bitter Tea e Ep, ma i fratelli Freidberger continuano a tirare fuori pezzi di cui mi innamoro ogni volta, invariabilmente, anche se con quel retropensiero legato al disamore e allo sbadiglio. Lo sbadiglio soprattutto si collega all’eccessiva lunghezza dei loro dischi, che riesci ad assimilare dopo tempo, dopo troppo tempo, e questa circostanza da una sensazione di eccessiva pesantezza all’ascolto che potrebbe essere evitata eliminando giusto qualche pezzo, asciugando un po’, appena il necessario. Rappresentano il migliore progetto out-pop di questo decennio, inutile girarci intorno. Ma è una band come minimo paradossale. Il loro disco migliore probabilmente è un Ep, che però dura quarantuno minuti. Quindi un album, anche se dal minutaggio contenuto dati i loro standard.
Rimanendo un po’ in superficie la band si potrebbe raccontare così: fa pop fino a scoppiare. Ha un suono che – in assenza di una espressione migliore – puoi quasi toccare. Gommoso, rigoglioso, denso, pieno, da affondarci le mani. Anche sul piano individuale bisogna fare delle distinzioni (non un veltroniano “ma anche”, però): adoro Eleanor e la sua voce sottile e mascolina, avvolta da una patina di artificiosità che la rende ancora più affascinante, ma mi sta paurosamente antipatico lui, che non pago di tutto quello che tira fuori con i FF (cinque album lunghissimi e un ep lungo in appena cinque anni) ha pubblicato pure un doppio disco solista decisamente bruttino (anche perché è vero che lui è il genio musicale, ma la voce e la presenza di Eleanor sono indispensabili per far funzionare l’alchimia dei FF). Li vivo in maniera contraddittoria, ma un fatto è innegabile: sono una band che consiglierei al volo a chiunque, senza pensarci due volte. Se non lo avete ancora fatto, ascoltateli.
Questo è il video di Ex Guru, uno dei singoli di Widow City.
Guardate questo video live di Japanese Slippers, è splendido.
Questo è il video del pezzo di punta del loro primo disco, Gallowbirds Park.
Questo è un pezzo capolavoro da Bitter Tea, l’album dei FF a cui sono emotivamente più legato.

Una Risposta to “Ascolti disarmati: Fiery Furnaces”

  1. pattymeet Says:

    da quasi tossica dei fiery furnaces mi trovo d’accordo. e mi piace l’espressione gommoso. nei lavori passati poi,c’era anche dello sghembo.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: