E ora il remix lo fate voi

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I Radiohead mettono a segno un nuovo colpo, scombussolando ancora una volta il panorama dei media e dell’industria discografica con una iniziativa che ha suscitato parecchio interesse. In sostanza: chiunque lo volesse può remixare il nuovo singolo della band, Nude. Basta acquistare una o più delle cinque parti (“stem”) del brano vendute separatamente su iTunes (basso, voce, chitarra, batteria, archi), e poi lavorarci attraverso il software Apple Garage Band, introducendo anche parti di arrangiamento di propria creazione, senza alcun limite. Il termine ultimo per “uploadare” il remix nel sito è il primo maggio, quando poi verrà premiato il remix più votato, e quello preferito da Yorke e soci. Finora hanno partecipato 331 tra etichette, producer e semplici fan – anche se, a dirla tutta, il remix in testa alle preferenze degli utenti è quello degli Holy Fuck, un duo di Toronto già piuttosto noto in ambito sperimentale e infatti il pezzo è stato subito rilanciato dal sito statunitense Pitchfork, che consente di scaricare l’mp3 liberamente. Il loro primato stacca nettamente il remix al secondo posto, quello della Dreamtrak che suona molto più sguaiatamente dance. Ma alla fine il “chi vince” è secondario. L’elemento che colpisce di più è come la band sia molto avanti in fatto di comunicazione e marketing, arrivando a lambire quasi il terreno della cultura partecipativa e dell’intervento dei fan nel modificare (in genere dal “basso”) i contenuti culturali di cui sono appassionati. Le nuove tecnologie hanno allargato il numero delle persone che possono appropriarsi di contenuti musicali (e non solo), rielaborarli e rimetterli in circolo sul web. “La pratica di riscrittura creativa di opere precedenti è sempre più diffusa”, ha scritto lo studioso di media e culture popolari Henry Jenkins. E l’iniziativa dei Radiohead è intelligente nell’intercettare queste forme di partecipazione, questi bisogni sempre più diffusi. O la band ha un ufficio marketing piuttosto in gamba, oppure ha delle antenne particolari per quel che riguarda le dinamiche della rete e le nuove strade per promuovere la musica. Con evidente vantaggio, anche – bisogna dirlo – economico: i Radiohead guadagnano anche vendendo ciascuna parte di una singola canzone. (pubblicato su epolis)

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