A Beautiful Mine Festival

La curiosità c’è tutta: vedere suonare band come Il Teatro degli Orrori o i SikitikiS o i Golfclvb o i Rosolina Mar nella cornice di vecchie strutture minerarie, “con la stessa sensazione che si prova nel vedere una foto di fine 800”. E la cosa succederà presto: precisamente il 9 e 10 maggio alle miniere di Piccalinna, tra Guspini e Arbus, dove si terrà un nuovo festival di musica indipendente che si chiama – con un gioco di parole – A Beautiful Mine. L’evento è organizzato dalle associazioni culturali Here I Stay e Zahr in collaborazione con Rockit, la webzine di musica italiana più autorevole e già organizzatrice di uno dei più importanti festival di musica indipendente in Italia, il Miami di Milano. Il ragionamento alla base del festival è semplice, eppure ancora non ci aveva provato nessuno: dato che i sardi e la Sardegna sono fuori dai circuiti consueti di concerti, live e festival – per ovvie ragioni logistiche, di lontananza dal continente – allora si cerca di bypassare il problema portando il circuito proprio qui. Ovvero creando un festival che riesca, detto brutalmente, ad attirare gente da fuori. Qui nell’Isola. Con una doppia offerta: musicale, con una line-up internazionale, attenta a ciò che offre l’attualità musicale. E culturale/paesaggistica, facendo leva su quello che spesso diamo per scontato ma che è un elemento in più che può indurre dei ragazzi a prendere nave o aereo e venire qui: la bellezza della Sardegna. Ecco perché una location come le miniere di Piccalinna, a due passi dalla spiaggia di Piscinas. “La scelta del luogo è legata alla volontà di valorizzare un posto bellissimo – spiega Luca Zoccheddu della Zahr. “Si tratta di ex miniere, quindi un ex luogo di lavoro che può diventare luogo di sviluppo per l’area intorno, e innescare un meccanismo di turismo diverso”. E proprio in questo senso si indirizza la scelta di appoggiarsi ad un tour operator, Sardegne.com: con la proposta di un pacchetto vacanze assolutamente low cost per riuscire a portare il maggior pubblico possibile dall’Italia, e se possibile dall’estero. Il modello ci tendere è quello di festival come il Benicassim in Spagna o l’All Tomorrow’s Parties in Inghilterra, legati a dei luoghi dall’alto impatto emozionale e raggiunti ogni anno da migliaia di ragazzi da tutta l’Europa. Poi, nella fattispecie, la musica dell’A Beautiful Mine vedrà la presenza di 14 band, italiane e straniere. E sarde: i SikitikiS che suoneranno per la prima volta dal vivo in Sardegna da quando è uscito il loro secondo album, B. I Rippers, band garage punk tra le più apprezzate in Italia. I Golfclvb da Oristano, tra post-punk e post-hardcore. I Plasma Expander, trio avant rock da Carbonia. E poi Old Brown Shoes e Nerve Central, entrambi dalla vicina Villacidro. La rappresentanza straniera è affidata ai londinesi Sunny Day Sets Fire (indie pop colorato e psichedelico), agli americani Rollerball, un quartetto southern tra psichedelia e rumore, e ai tedeschi Me Succeeds, band indie pop da Amburgo. E poi Il Teatro degli Orrori, una delle band di rock italiano più potenti in circolazione, i Le Man Avec Les Lunettes, band pop bresciana tra le più apprezzate della scena indie in Italia, il cantautore Dente da Milano e poi il power trio veronese dei Rosolina Mar. Il programma prevedere anche i dj set del messinese Postal Market, campione dell’8 bit in Italia. Il prezzo del biglietto per una giornata è di 10 euro, per due invece l’abbonamento costa 15. (pubblicato oggi su il sardegna)

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2 Risposte to “A Beautiful Mine Festival”

  1. consuetudine Says:

    tendere a quei due modelli con un giro di promozione e magement da congresso medico, sarà ostico.

    sardinternational e accontentarsi di non accontentarsi per il momento.

    rastrello in mano
    scateniamo le nostre atmosfere lassù.

    prosit

  2. Di ritorno dalla miniera « On Repeat Says:

    […] ritorno dalla miniera 11Mag08 Diciamo subito che se l’idea (una delle idee) dell’A Beatiful Mine era quella di fare un festival in Sardegna cercando di solleticare una audience continentale anche […]

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