Brightblack Morning Light

Qualcuno scrisse che i Brighblack Morning Light suonano come la Band in coma. Ok, fa ridere se più o meno avete presente quello che fa The Band e se avete mai anche per caso dato un ascolto a qualcosa di suonato (sussurato, adagiato mollemente) dai due ragazzi che vedete nella foto. I Brightblack sono un duo di hippie molto da Vice, della cricca neofreak di Devendra Banhart et similia – anche se ora molto più vivaci musicalmente. Nathan Shineywater e Rachel Hughes vivono in New Mexico in mezzo al loro immaginario molto fricchettone, che può piacere oppure no. A parlare di pace, di legalizzazione dell’“erba nativa” Marjuana (“we know that most responsible pot smokers are not criminal, to the contrary, they actually care about Peace & Unity in ways that help define true Freedom!”, esclama Nathan) e a fare – insomma – tutto quello che uno si aspetterebbe da loro in quanto hippie. Ad ogni modo, penso che il loro secondo disco omonimo, uscito due anni fa su Matador, sia la cosa più vicina all’iniezione di morfina per via auricolare si possa trovare in musica. La cosa più rilassata e cool che esista nel pianeta. L’ascolto più calmo e caldo e soul uscito fuori da due americani bianchi. E lo stesso vale per il nuovo disco, Motion to Rejoin, uscito ufficialmente oggi ma già da tempo disponibile in rete. C’è dentro una musica di chiara discendenza southern, ricca di blues e di soul, sorella del kraut più ripetitivo e psichedelico, una musica talmente sinuosa e morbida (pensate a tutto ciò che di più sinuoso e morbido vi venga in mente) che ti viene quasi da aprire le mani a mezz’aria per provare a tastare quel suono soffice e vellutato, che ti avvolge come una coperta appena lavata, nel torpore di una stanza calda, e che ti coccola dolcemente [il movimento con le mani non necessariamente è dovuto a droghe assunte durante un party hippie n.d.o.r.]. Una specie di soul psichedelico lentissimo e sensuale, che metti su ogni volta in cui vuoi musica ma senza doverti impegnare in un ascolto attivo. Non tappezzeria musicale ma la potenziale colonna sonora di qualunque cosa. Chitarre wah wah liquidissime, batterie che swingano lievissimamente, un piano rodhes tanto ricco di understatement, voci sospirose che senti farsi largo tra gli alberi, qualcosa che fa pensare agli Yo La Tengo più adagiati e notturni. Al crocevia tra l’assoluta irrilevanza e il necessariamente di culto – qualcosa che genera dipendenza, se siete su queste corde.

Una Risposta to “Brightblack Morning Light”

  1. Simo Says:

    Hai centrato in pieno il bersaglio. Ascoltandolo ho avuto esattamente le stesse sensazioni, liquidità lisergica che guida e si lascia fumare (in due)sul divano possibilmente in adamitiche tenute di complicità.

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