Grandpa Cassette

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È come una legge del contrappasso. Più aumenta la liquidità della musica, la sua intangibilità, la riduzione a file da stipare all’interno di una cartella nel computer e da ascoltare in un aggeggio a forma di pacchetto di sigarette, più aumenta la necessità – almeno per una fetta di appassionati, da riserva indiana, da ultimi giapponesi – di tornare ad un rapporto fisico con essa. Lo dimostra la crescita di un mercato di nicchia come quello del vinile e il fatto che sempre di più la discografia – almeno quella indipendente – pubblicherà i dischi in quel formato, fornendo a chi acquista il disco anche un link per scaricare l’album in mp3. E lo dimostra anche la nostalgia crescente che c’è intorno ad uno dei feticci contemporanei dell’appassionato musicale che abbia almeno dai venticinque anni in su: la cassettina. Ci sono alcuni segni che lo dimostrano. Non solo il tributo crescente, a livello di immaginario, che le viene tributato su blog, t-shirts, estetica più-o-meno-indie e così via. Ma è anche uscito un libro sull’argomento, ormai da qualche mese – eppure, dopo la doverosa segnalazione in trasmissione, ho clamorosamente dimenticato di dedicargli un posto qui sul blog. Si tratta di Mix Tape, l’arte della cultura delle audiocassette, a cura di Thurston Moore dei Sonic Youth. (pubblicato da Isbn, una delle case editrici più intriganti che ci siano in Italia). Va detto subito che il libro in questione è prima di tutto un oggetto molto figo. Un libro cartonato più largo che lungo, con molte immagini di vecchi nastroni di musicisti noti o meno noti, tra collage, scalette scritte a mano, illustrazioni ecc. Anche se il fatto che i nomi dei musicisti in questione possano dirvi qualcosa è del tutto irrilevante. Del resto quella delle cassettine era un’arte punk, povera, grezza, quintessenzialmente fai-da-te, di artisti anonimi che hanno realizzato centinaia, migliaia di nastroni che sono frammenti di vita, brandelli di memoria. In una recensione hanno scritto che tanto vale andare da qualsiasi vostro amico e recuperare qualche vecchia cassetta. È vero, non per questo il libro in questione è meno imprescindibile.

Sull’argomento vi rimando a questo e questo articolo usciti sul giornale.

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