Uzi e costumi #4

di Velvet Uzi. Cari amici onrepeatici, diciamolo sottovoce ma l’estate è alle porte. Trovandoci in un isola nel bel mezzo del mediterraneo dovremmo sfoggiare da tempo abitini bianchi e ballerine (le signore) e completi in lino e cappelli panama (i signori) invece fino ad aprile abbiamo imprecato alle fermate degli autobus perché ci si rompeva l’ennesimo tragico ombrello a quadratoni rossi acquistato a “Tutto 1 Euro” mentre il solito idiota accelerava sulla pozzanghera riversando litrate di fango su di noi, il pensionato sotto la pensilina, un gatto randagio e tre emo (protetti dai loro ciuffi).

L’estate, come dicevo, è alle porte e reca con sé solleoni, acqua di mare, giornate più lunghe e, da qualche anno nel nostro ameno isolotto, porta pure i festival musicali.

Oltreoceano ci precedono con il Coachella, famoso evento musicale californiano, piuttosto interessante sia per materiale musicale che per materiale umano datosi che coinvolge perfino alcuni fashion bloggers solitamente snob e portali di una certa caratura come il super-mainstream style.com (la Condè Nast per intenderci).

Trovo molto interessante il fatto che eventi del genere, un tempo riservati ad una “nicchietta”, trendy  per certi aspetti ma non nel senso vogueistico del termine, suscitino l’attenzione degli addetti ai lavori. La storia musicale e quella della moda scorrono parallele da molto tempo ma ora più che mai sembrano essersi coese rispetto al passato.

Nei 90 una stilista ora iperesposto come Marc Jacobs si fece notare anche per la sua assidua frequentazione di concerti più o meno alternative riscaldato da flanelle grunge e accompagnato da supertop del calibro di Helena Christensen e ora, si sa, la storia si ripete con Nostra Signora Dell’Hipster Agyness Deyn che non si muove senza Henry Holland (e, per i pettegoli, nemmeno senza il nuovo boyfriend Alex Greenwald dei Phantom Planet giacchè pare che Albert Hammond Jr sia ormai out (soooo 2008!).

I riflettori delle redazioni-moda comunque non vengono mai puntati a caso dato che le foto delle ragazze del pubblico saranno l’archetipo di molti servizi di moda che occuperanno le pagine delle riviste patinate nei prossimi mesi e ispireranno insospettabili creatori haute-couture (remember Karl?), gli stylist della young hollywood come Rachel Zoe e le debosciate figlie di Bob Geldof che applaudono la beneficienza di papà fra un soggiornino in rehab e un’incursione da Chanel.

Chissà che quest’anno qualche fashion blogger isolano non immortali i look del pubblico festivaliero sardo: non che manchino ray-ban d’ordinanza e ballerine in tela… Qualche coraggiosa oserà un headpiece come la socialite Arden Wohl (dovremmo parlare del termine “socialite”: ragazza ricca in giro per locali= socialite, ragazza povera in giro per locali= fancazzista) o un vezzoso ombrellino à la Dita?

Ah, e se cambiasse (di nuovo) il clima bimbi miei e dovesse piovere ben venga il fango… Accantoniamo la Coachella-Inspiration e diamo il benvenuto al Glastonbury-Trend!

Una Risposta to “Uzi e costumi #4”

  1. tostoini Says:

    Io spero caldamente che a nessun fashion blogger isolano (perché, esistono?) venga in mente che il camping dell’HIS – per dire – è un crogiuolo di esempi di stile. Io almeno, l’anno scorso avevo l’aria di essere appena stata tirata su da un secchio dell’umido.
    (ciao, sono quella che è troppo nella fanga per riuscire a mandare a questo blog gli sketchbook mixtapes. E’ la settimana della verità. Pensatemi, o le prossime vignette ve le dovrò mandare dal carcere)

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